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Edward Said Tingatinga 

Tingatinga en 1969,in CAHIERS DE L'ADEIAO 1992

 

Tingatinga

 

Il più famoso stile pittorico tanzaniano risale agli anni ’60 e precisamente all’opera di Edward Said Tingatinga. Nato nel 1932 nel remoto distretto di Tunduru, nella Tanzania meridionale, appartenente al popolo Mmakua, Tingatinga frequentò la scuola solo fino alla quarta elementare. Negli anni ’50 si recò a Tanga, nel nord, dove lavorò in una piantagione di sisal, e poi a Dar es Salaam dove fece il domestico per un impiegato statale inglese. Fu in questo periodo che Tingatinga iniziò a cercare sbocchi creativi, spinto soprattutto da necessità finanziarie. Fece prima parte di un gruppo musicale e poi divenne artista autodidatta iniziando a dipingere animali fantastici e colorati su assicelle di legno. I primi lavori sono infatti realizzati con materiale di recupero come i supporti in masonite e le vernici per le biciclette. Ma sono proprio questi mezzi improvvisati a determinare alcune peculiarità della pittura Tinga-Tinga: la vivacità dei colori, le campiture piene ben delimitate, la costruzione delle forme per progressive sovrapposizioni di elementi di diverso colore. In tal modo gli animali e i paesaggi che Tingatinga raffigura assumono un aspetto naif che richiama una sorta di mondo incantato.Sua moglie, vendeva i dipinti vicino ai Morogoro Storse a Dar es Salaam e in breve le sue opere iniziarono ad andare a ruba fra i turisti europei. Diventato ormai famoso, intorno a lui si formò una piccola cerchia di studenti: inizialmente si trattava di parenti, ma presto ad essi si unirono molti altri che cercavano di imitare il suo stile.Una sera del 1972 Tingatinga fu scambiato per un ladro in fuga e ucciso dalla polizia. Dopo la sua morte i suoi studenti si riunirono nella Tingatinga Partnership che nel 1990 fu ribattezzata Tingatinga Arts. Cooperative Society. I suoi chiamati anche “discepoli” portarono avanti lo stile pittorico da lui appreso e, nel’81 si costituì a Dar es Salaam, capitale commerciale della Tanzania, un laboratorio-scuola di pittura Tingatinga,persa la connotazione politica, attualmente la cooperativa si propone di insegnare agli apprendisti a dipingere e, contemporaneamente, raggruppa e organizza gli artisti..
Queste opere sono una espressione della volontà di vita , dalle tele più semplici a quelle più raffinate.Questo tipo di pittura ci consente, partendo da una semplice comunicazione visiva, di arrivare alla comunione tra spiriti degli uomini-artisti in qualsiasi parte del mondo essi vivano. I dipinti tingatinga sono in genere quadrati e rappresentano vivaci motivi zoomorfi su sfondo monocromatico. Una delle particolarità di questo stile è l’utilizzo di smalti non diluiti, e spesso neanche mescolati, che conferiscono alle immagini un caratteristico effetto lucido.Oltre alle tele realizzano anche oggetti per la casa decorati con i motivi più ricorrenti e caratteristici della loro pittura: tazze e portavasi in ceramica, vassoi in legno e in latta.Ad una più attenta osservazione queste opere escono dalla tradizionale collocazione artistico-decorativa. Non possiamo parlare di opere evocative del misticismo e del ritualismo africano che normalmente troviamo nei lavori della cosiddetta arte primitiva o primaria, esse hanno una collocazione tra l’arte naive, l’arte popolare e la caricatura che è una componente essenziale nella trasfigurazione artistica centro-africana. Molto vicine a quelle che i francesi chiamano le “colons” caratterizzate da un certo humor e di sarcasmo per il potere in generale.                 

 

 


 

Tempo fa un amico africano scrisse:

"L’emozione non viene da un’immagine ma da quel che resta dell’esperienza della costruzione di questa immagine”

Quanto possiamo sapere noi di questa esperienza?La possiamo condividere? Forse non è del tutto possibile, semplicemente perché non siamo stati educati a farlo, e perché il bombardamento di immagini a cui quotidianamente siamo sottoposti nella nostra società multimediale, ci nega questo tipo di emozioni. La costruzione dell’immagine passa anche attraverso una quotidianità precaria e problematica.L’attualità dell’Africa, il suo disagio culturale, ci arriva molto spesso solo legata ad un contesto tragico e difficile. Ma qui abbiamo opere che sono espressive di volontà di vita, semplici e raffinate nello stesso tempo e dalle quali, in alcune di esse, traspare un certo orgoglio di riscatto dell’artista africano.Questi artisti sono fabbricanti di immagini innocenti e gioiose in cui segno e forma diventano un ritmico suono colorato, dove animali e natura si intrecciano in una danza soave in uno spazio pieno, spesso compresso dalla frenesia di mercati locali o dalle composizioni di un mondo incantato.Le tele presentate sono un passo che può coinvolgere ciascuno di noi ad accedere a quel percorso che partendo dalla semplice comunicazione visiva, porta alla fine, alla comunicazione tra spiriti degli uomini-artisti in qualsiasi parte del mondo, e per questo dobbiamo ringraziare anche gli amici di Tingatinga.